LEAD (legami a distanza)

L’anno scorso l’emergenza epidemiologica ha causato un’improvvisa, brusca e prolungata sospensione dalla routine quotidiana.

I bambini si sono ritrovati da subito rinchiusi nelle proprie case senza contatti con i pari, senza vivere ed esplorare, conoscere e condividere con altri tempi e spazi dell’ambiente scuola.

Un’opportunità per contrastare questo rischio di privazione prolungata è arrivata dalla possibilità di allacciare rapporti a distanza che per la fascia d’età da tre a sei anni proponiamo di definire “Legami Educativi a Distanza” (LEAD), perché l’aspetto educativo a questa età si innesta sul legame affettivo e motivazionale.

Questa prospettiva non va ricercata solo nel “graduale ritorno alla normalità” – una “normalità” che sarà comunque diversa – quanto piuttosto nella presa d’atto di un cambiamento profondo da cogliere come opportunità per andare oltre il modello di scuola praticato e ricostruire nuovi significati, nuove possibilità organizzative, nuove forme di partecipazione.

L’ambiente virtuale è intangibile, non ha confini, non si può esplorare con il corpo e il movimento, non consente il contatto fisico, l’abbraccio, la coccola, gesti essenziali in misura inversamente proporzionale all’età dei bambini, ma ha potenzialità diverse, che sfruttano soprattutto i canali visivo e uditivo, e può offrire stimoli per esplorare l’ambiente fisico attraverso gli altri sensi, e, al pari di qualsiasi altro ambiente, ha delle regole di comportamento.

Le aspettative nei confronti delle insegnanti, possono essere la sensibilità e apertura al dialogo e al confronto; e nei genitori il rispetto dei ruoli e la collaborazione attiva.

Da parte nostra non vi sarà la pretesa di chiedere ai genitori di ricostruire l’ambiente scuola e la giornata educativa in ambito domestico; al contempo i genitori non possono delegare la gestione dei bambini alle insegnanti

per il tempo del collegamento in video, aspettandosi un mero intrattenimento a distanza.

È opportuno, invece, rinegoziare spazi e tempi, entrare nelle case “in punta di piedi” e rispettarne l’intimità e le complessità portate dall’eventuale smart working dei genitori.

A scuola un altro fattore da tenere in considerazione è quello della conquista dell’autonomia: nei bambini piccoli essa avviene nel distacco progressivo dall’adulto di riferimento per affidarsi all’insegnante  e si consolida nella relazione con i pari, dove le competenze si sviluppano in un contesto sociale.

Con i LEAD va costruito un nuovo senso dell’autonomia. Inizialmente genitori ed insegnanti affiancano contemporaneamente il bambino negoziando spazi di vicinanza per poi passare a una “supervisione a distanza” con i bambini più grandi.

Gli interventi educativi saranno quanto più possibile personalizzati e attenti, specialmente nelle situazioni più delicate quali, ad esempio, quelle legate alla disabilità

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